Palazzo Comunale
A partire dal ‘600 e soprattutto nel corso del ‘700, le famiglie notabili di Belvedere edificarono i loro palazzi di famiglia, palazzi che si sono trasformati ed hanno mutato nome nel corso dei secoli parallelamente alle alterne vicende delle famiglie che li hanno posseduti.
Nel castello del 1815, sulla base delle loro dimensioni, ne sono ancora individuabili otto entro il castello (Mei, Santini, Nori, Scacchi, Benvenuti, Balleani, Bernabucci e Tosi) e due fuori (Buccolini poi Rocchi Carotti e Piermartini). Molti di essi sono ancora riconoscibili dai portali e dai prospetti; quasi tutti però sono stati modificati internamente in seguito ai passaggi e alle divisioni di proprietà. Il Palazzo Baleani ha subito inevitabili modifiche da quando nel 1868 il Comune ha deciso di acquistarlo per trasferirvi la residenza comunale. Da tempo infatti si era riconosciuta la necessità o di ampliare o fabbricare a nuovo una residenza comunale più adatta alle esigenze dei tempi. Fin dal 1867 se ne era fatta la proposta in Consiglio, ma per mancanza di fondi, non se ne parlò più. Un anno dopo, saputo che la Signora Contessa Tecla Balleani in Baldeschi voleva vendere l’antico palazzo di famiglia, posto quasi al centro e nella via principale del paese, si pensò di acquistarlo per porvi la nuova residenza. Si iniziarono infatti le trattative, (e con delibera del 28 maggio 1872) a pieni voti si approvò l’acquisto di questo fabbricato per il prezzo complessivo di L. 8125,91 compreso l’orto e la casetta retrostanti, che poi furono venduti. Furono subito iniziati e proseguiti con sollecitudine i lavori di restauro e di adattamento; e così poco dopo, Belvedere ebbe l’attuale Residenza Municipale, ampia, decorosa e degna del paese. All’interno del palazzo troviamo il Pallio o stendardo raffigurante il patrono di Jesi S. Floriano: gli uomini di Belvedere lo portavano in corteo a Jesi in occasione della festa del santo come atto di vassallaggio alla città. E’ l’unico conservatosi, si può dire miracolosamente, perché il 31 marzo 1884 il Consiglio Comunale ne aveva autorizzato la vendita.
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